Le piante officinali per i disturbi gastro-intestinali

Se ti sembra aver esagerato in tavola per le festività natalizie, l'articolo in questione potrebbe interessarti.

Le abbuffate di questo periodo sono un classico tra parenti ed amici, purtroppo però, soprattutto quando ormai non si è più giovani, potremmo andare incontro a delle sintomatiche non troppo piacevoli:

acidità, gastrite, colite, gonfiori addominali, flatulenza, stipsi e dissenteria le fanno da padrone.

Nessun allarmismo ed eccessiva preoccupazione se si presentano soltanto durante queste rare occasioni; l'importante è ripristinare una corretta e leggera alimentazione, un semi-digiuno se guidato e l'inserimento di mirate piante officinali, probiotici ed integratori. Per un'adeguata somministrazione, evitare sempre il fai da te, consultare quindi un erborista, un medico o un farmacista esperto in fitorerapia.

Questo articolo, non vuole sostituirsi alla pescrizione di farmaci da parte del medico curante, ma è semplicemente una piccola guida con consigli e conoscenze nel campo della letteratura erboristica.

 

Malva sylvestris: la malva è una pianta officinale assai comune in parecchi sintomi e disturbi dell'organismo, soprattutto legato al tropismo delle mucose. I suoi principi attivi più noti, le mucillagini, contenute nelle foglie della pianta, svolgono un'importante azione emolliente e rinfrescante, attenuando lo stato di infiammazione della mucosa gastro-intestinale e dando sollievo. Ottimo rimedio nelle acidità, gastrite, metorismo e flatulenza. Il risultato migliore della sua assunzione è dato sottoforma di idrolito (tisana). Possibile interazione con farmaci antidiabetici orali, potrebbe ridurne l'assorbimento.

 

Matricaria Chamomilla: una delle specie del regno vegetale più conosciute è la camomilla comune. Non è difficile infatti incontrarla durante passeggiate primaverili: capolini gialli e fiori esterni bianchi.

Differentemente da quanto si pensi, la camomilla non è la prima pianta elettiva che ci viene in mente, se dovessimo ricorrere ad un'azione ipnotica e rilassante che agisca sul sistema nervoso.

La letteratura grazie a principi attivi fondamentali come il camazulene e i flavonoidi, tra cui spicca l'apigenina le conferiscono proprietà antinfiammatorie e spasmolitiche a carico dell'apparato gastro-intestinale. La forma più comune utilizzata è il taglio tisana.

 

Melissa officinalis: anche la melissa è una pianta utilizzata in parecchie problematiche. La sua droga è contenuta nelle foglie, ricche in triterpeni, flavonoidi, acido rosmarinico ed olio essenziale.

Sottoforma di tisana è utilizzata per combattere problematiche gastro-intestinali, con azione antispasmodica. Stimola la produzione delle secrezioni gastriche, favorendo la digestione. Lavora bene anche nelle coliti con sintomatologia varia. Fare attenzione nei soggetti a disfunzione tiroidea, c'è la possibilità che l'acido rosmarinico inibisca la secrezione dell'ormone TSH.

 

Foeniculum Vulgare: è conosciuto come finocchio, un ortaggio che viene coltivato comunemente. I suoi frutti detti semi sono interessanti, perchè possiedono parecchie virtù benefiche. Infatti le sostanze funzionali principali sono l'anetolo, fencone, estragolo, limonene e pinene, dei composti aromatici, contenuti nell'olio essenziale del suo frutto. Questo testimoniare di una forte aromaticità della pianta è indicatore di proprietà interessanti: importante azione carminativa, combatte il meteorismo ed i gas intestinali. L'uso più comune è la tisana, ma reca anche benessere la pratica aromaterapica: qualche goccina del suo olio essenziale diluito in olio vettore. Un massaggio sul ventre manifesterà azione benefica riscaldante, digestiva, antispasmodica e carminativa.

 

Fraxinus Ornus: è chiamato anche volgarmente frassino da manna.

La droga ricavata dalla corteccia della pianta è un succo che cola da incisioni: una sostanza biancastra zuccherina, utilizzata in erboristeria come blando lassativo, specialmente in età pediatrica.

Le proprietà lassative sono da attribuire soprattutto al suo composto chimico principale, la mannite. Essa, una volta arrivata nell'intestino, richiama e trattiene parecchia acqua, aumentando il suo volume e stimolandone la peristalsi, dunque l'evacuazione.

E' riconosciuto dalla farmacopea come lassativo osmotico, contrastando la stitichezza e differentemente da purganti meccanici antrachinonici è molto più tollerabile dall'organismo, con totale assenza di effetti collaterali alle dosi terapeutiche somministrate.

 

Plantago Psillium: della famiglia della Plantaginaceae come la piantaggine. La droga della pianta è nei suoi semi, che possono avere dobbia valenza, a secondo dell'utilizzo che se ne fanno.

Combatte la stipsi se aggiunti in abbondante acqua, perchè le sue mucillagini si rigonfiano, aumenta di volume e quindi arrivando nell'intestino richiama liquidi stimolando la peristalsi e l'evacuazione.

Lassativo osmotico particolarmente apprezzato per la sua efficacia e sicurezza, privo di effetti collaterali.

La capacità dei semi di psillio di aumentare il proprio volume e richiamare liquidi nell'intestino non è valida solo in caso di stipsi; infatti in caso di diarrea agisce assorbendo invece l'ecceso di liquidi, aumentando la consistenza del bolo fecale. Un vero e proprio regolatore del transito intestinale.

Ovviamente in circostanze di diarrea, i semi di psillio vanno assunti senza acqua, perchè devono essere messi nelle condizioni di assorbire quella situata in eccesso.

Possibili interazioni con farmaci antidiabetici, potrebbe ridurne l'assorbimento. Attenersi alle somministrazioni consigliate dall'esperto.