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Il sole bacia i belli. Questa famosa citazione non è solo di uso popolare ma trova anche un importante riscontro scientifico, perchè il sole oltre a essere la stella fondamentale per la vita sulla Terra, apporta diversi benefici alla nostra salute.

Un’ insufficiente esposizione solare rappresenta un problema significativo per la salute pubblica. Il cambiamento di stile di vita dell’ultimo secolo nell’uomo, lo ha portato a trascorre la maggior parte delle sue ore, quelle lavorative, dall’esterno all’interno di strutture, che offrono maggior standard di comfort, tra attrazioni digitali ed aria condizionata, scordando completamente che la nostra evoluzione è avvenuta da milioni di anni sotto la luce solare e che se fosse stata dannosa, ci saremmo già estinti. Infatti gli studi degli ultimi decenni hanno dimostrato che un’esposizione solare insufficiente è responsabile all’anno di 340.000 decessi negli Stati Uniti e di 480.000 in Europa e di un’aumentata incidenza soprattutto di malattie oncologiche, metaboliche, cardiovascolari ed alcune importanti neurodegenerative.

Il sole è dunque vita, rigenerazione, fa bene a tutti, ma è importante mantenere un corretto atteggiamento di equilibrio, come in tutte le cose, evitare di essere integralisti, esponendosi quindi gradualmente, senza cadere in inutili e pericolosi eccessi. Se non si protegge correttamente la nostra pelle soprattutto nelle ore più calde dai i raggi Uv, si può andare incontro ad un invecchiamento cutaneo precoce, dove determinati meccanismi endogeni di riparazione assicurano che i danni non siano la maggior parte delle volte, irreparabili a livello del DNA. Gli effetti negativi di una scorretta esposizione solare si chiamano fotoaging, ovvero l’esposizione prolungata negli orari sbagliati senza l’utilizzo di precauzioni e cronoaging, l’inevitabile e normale percorso del tempo che conduce ad un invecchiamento generale, non solo cutaneo.

Per capire quello che succede alla nostra pelle ci sembra importante ricordare quali sono i raggi solari che la raggiungono. Tra le varie radiazioni che arrivano sulla Terra, ci sono i raggi ultravioletti (Uv), che si differenziano in base alla lunghezza d’onda:

  • Uva: hanno una minore energia, ma sono importanti a livello cutaneo perchè promuovono il processo di maturazione della melanina. Sono le radiazioni responsabili della pigmentazione immediata della pelle.
  • Uvb: sono le radiazioni responsabili delle reazioni biologiche più comuni, come l’eritema solare ma anche della durata dell’abbronzatura, perchè stimolano la produzione di melanina.
  • Uvc: hanno energia molto elevata, ma sono filtrati dall’ozono atmosferico e non riescono dunque a raggiungere la superficie terrestre

Le variabili che influenzano la qualità dei raggi solari sono diverse: stagione, altitudine, latitudine, ora del giorno, ma anche l’umidità e l’inquinamento atmosferico.

La nostra pelle mette in moto dei meccanismi endogeni per difendersi dall’esposizione solare producendo soprattutto melanina, un pigmento responsabile anche dell’ansioso desiderio di abbronzatura. I meccanismi riparativi però non sono uguali per tutti, ognuno di noi per motivi genetici e di razza, presenta ed è più o meno dotato di questi enzimi difensivi, che descrivono con specifiche caratteristiche pigmentose determinando il fototipo di ciascuna persona. Esistono e possiamo classificare sei fototipi, che avranno entità degli effetti all’esposizione solare totalmente differenti tra di loro:

  • Fototipo 1: sono soggetti con lentiggini, capelli rossi, di razza celtica. Si arrossano e si scottano molto facilmente, non si abbronzano
  • Fototipo 2: sono quei soggetti biondi che si scottano facilmente e si abbronzano poco
  • Fototipo 3: sono bruni, si scottano moderatamente e si abbronzano progressivamente
  • Fototipo 4: sono quei soggetti latini che si scottano poco e si abbronzano sempre bene
  • Fototipo 5: sono gli arabi e gli asiatici, si scottano di rado e sono sempre abbronzati
  • Fototipo 6: sono i neri, si scottano molto raramente e sono molto pigmentati.

                  I 6 fototipi

Classificare i fototipi e conoscerne il proprio, è fondamentale per instaurare dove serve, una prevenzione dal danno ossidativo che può portare  un’eccessiva e inadeguata diretta esposizione solare, considerando però che per tutte le tipologie di pelle vale la regola di cercare nella stagione estiva di restare all’ombra nelle ore più calde, favorendo il consumo di cibi ricchi di antiossidanti, come frutta e verdura, che abbiano anche un’elevata quantità di acqua organica, che incrementi la nostra idratazione corporea.

La scelta di un cosmetico solare sarà dunque collegata per forza di cose al nostro fototipo e all’età. Le pelli più chiare e sensibili (Fototipo 1 e 2) dovranno fare più attenzione, evitando una forte esposizione diretta  e scegliere dunque una protezione molto alta, differentemente per gli altri fototipi che hanno più facilità ad abbronzarsi, potranno scegliere una protezione media magari all’inizio, per poi abbandonare definitivamente il filtro protettivo.

      Fototipo 1 si scotta facilmente  e non si abbronza mai

Una buona crema solare deve tenere conto di standard qualitativi degli ingredienti di origine vegetale e un’azienda seria deve anche valutare la scelta corretta verso un tipo di protezione che abbia un filtro solare di natura fisica (non nano) e non di origine chimica. Il filtro fisico non nano ha un meccanismo d’azione totalmente differente, ma è sicuramente più sicuro per la nostra pelle ed anche rispettoso nei confronti dell’ambiente marino. Le isole Hawaii hanno firmato una legge, che bandisce alcuni agenti chimici presenti in molti filtri di creme solari, come l’ossibenzone e l’octinoxate, che da una ricerca del 2015, sono risultati tossici per i coralli, provocando il cosiddetto fenomeno dello “sbiancamento”. Quello delle isole Hawaii risulta il primo provvedimento negli Stati Uniti e nel mondo che mira a proteggere un’ecosistema marino e le sue possibili alterazioni.

     La barriera corallina delle isole Hawaii

Non da meno per la nostra pelle è importante applicare il principio di precauzione, dove determinate sostanze nocive presenti nelle creme solari, hanno dimostrato di migrare attraverso la pelle, nel sangue con una velocità impressionante. Vi consigliamo di controllare sempre l’INCI di una crema solare e di evitarne l’acquisto in caso della presenza di queste sostanze:

  • AVOBENZONE
  • OXYBENZONE
  • OCTOTRYLENE
  • HOMOSALATE
  • OCTISALATE
  • OCTINOXATE

E’ dunque fondamentale apprendere l’importanza dell’esposizione solare diretta, dove sicuramente gli aspetti positivi per la salute superano quelli negativi, mantenendo comunque sulla questione un comportamento non integralista soprattutto d’estate. Dopo che si è conosciuto il proprio fototipo dovremmo instaurare una prevenzione più o meno importante nei confronti della nostra pelle, con un occhio di riguardo alla scelta consapevole dell’Inci presente nel cosmetico solare, che rispetti i moderni canoni di ecodermocompatibilità.

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A.F.

Bibliografia:

“Un’amica per la pelle”  – dott.ssa Pucci Romano